stefano rollero

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My Bio

 

 

Rollero Stefano (Caselle Torinese, 16 marzo )  è un pittore italiano autodidatta.
Sempre ancorato al suo umile operato, orgoglioso di essere nato come artista autodidatta,come esempi decisamente incoraggianti di grandi maestri del '900.

Si è avvicinato alI'arte alla fine degli anni Settanta. Negli anni '90 partecipa attivamente con il gruppo del Maestro Pippo Ciarlo di Torino a progetti tematici.
Elemento costante è  la sua spiccata propensione alle scelte sperimentali sia da un punto di vista formale che contenutistico e alla messa in discussione di valori dati.
 Il  mezzo  espressivo  di Rollero è strumento d'indagine dell'interrelazione tra arte e mondo circostante, e che senza costrizioni di categorie spaziano da influenze sociali, culturali fino a quelle più intimiste.
 Dalla sua arte del collage evocativo, approda con opere totalmente dipinte, dal forte riporto materico ed esistenziale, da cui emerge un ampio linguaggio, e con il quale si concretizza la sua notevole creatività. Si spazia liberamente attraverso la sintesi dell'elemento naturale e di quello mentale.

Si tratta di un'arte per la filosofia, la storia, le evocazioni che le opere di Rollero sanno trasmettere, richiamare, anticipare e catturare al numeroso pubblico di appassionati ed estimatori dell'Arte Contemporanea. Co-fondatore del "Gruppo Pittori dello Scalo" di Caselle Torinese, sono innumerevoli le sue partecipazioni a mostre collettive, eventi, convegni.

(Antonio Zappia)

Announcements

  • 8 Oct 2013
  • Natural Perceptions in the mountain architecture

     

     



    Personal exhibition

    By Stefano Rollero

     

    In the ancient country lanes of hamlet Costa of Venaus

     

    From the 20th of July to the 31st of August 2013

     

    Hamlet "Costa" of Venaus Borough

     

    A journey exhibited with panels, mixed techniques, canvas. They evoke and recall a relationship with Nature which allow us a serene immersion in the environment. 

    This exhibition was born out of a fascinating journey of personal research which begun in 2005,

    (Perception of the Woods through the berks of a tree), and created with the vision of the reality of an Alpine village, showing the daily effort of life, and of the lived in environment which helped life and which now fights for survival.

     

    The invitation to come and see this exhibition wants to be a stimulus for everybody and a pause in our frenetic every day life to stop and think, to try to tell our young generation about the arcadian virtues of mountain life, also life in Alpine huts and working in the Woods.

    It's in the Woods, more than in any other place, that the third Millennium man will be able to find himself, but he can achieve that through art and environmental culture to better understand and love these. 

     

     

    Directions

    Motorway A 32

    (Torino-Bardonecchia)

    Exit Susa

    Follow the directions to Venaus
    ____

    Visto il grande successo di pubblico, la mostra:

    “PERCEZIONI NATURALI NELL’ARCHITETTURA MONTANA”
    NEI VIOTTOLI DI ANTICHE VESTIGIA DELLA FRAZIONE COSTA DI VENAUS, viene prorogata.


    L’esposizione che inizialmente avrebbe dovuto chiudere i battenti sabato 31 agosto, è stata prorogata fino a domenica 15 settembre 2013.

    Un percorso espositivo, con tavole, tele che evoca e richiama il rapporto con la natura per vivere serenamente l’ambiente.
    Un luogo per vedere gli antichi colori della creazione, i segni dell’uomo dall’epoca romana e medievale, tra vicoli e garbate soluzioni architettoniche, portali, piccoli balconcini o mensole, che vivacizzano angoli e piccoli scorci che fanno sentire lo scorrere dei tempi nel tessuto delle pietre.
    Una mostra con un legame con la realtà del borgo alpino che abbraccia e che si lascia amare come le persone di questi luoghi, ospitale e cordiale, che evoca il fascino di tempi andati, ma che esige rispetto per la sua possanza, libera, non imbrigliata.

    http://www.comune.venaus.to.it/ComAppuntamentiDettaglio.asp?Id=41508

     

  • 25 Sep 2012
  • XVI edizione del Premio di Scultura Cesare Pavese

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    Una significativa rivisitazione plastica dell'opera Pavesiana sarà presentata nell'ambito  della
    XVI edizione del Premio di Scultura Cesare Pavese con il seguente tema: “Luoghi, Personaggi e Miti Pavesiani”.

     

    Edizione del premio nazionale dedicato allo scrittore di Santo Stefano Belbo.

     L'iniziativa, coordinata dal Prof. Luigi Gatti e Massimo Parodi, rispettivamente presidente Cepam e vicepresidente, raccoglie ogni anno ampi consensi da parte degli artisti, che indagano l'opera di Pavese estrapolandone nuovi stimoli, in un felice connubio tra letteratura e arte.
    Gli scultori che partecipano  alla rassegna sono  provenienti da diverse regioni italiane e da diversi paesi stranieri, a testimonianza di come la poetica di Pavese continui a destare interesse non solo in ambito letterario, ma anche artistico, dove nelle diversificate accezioni di stile gli autori producono ripercorrono luoghi, miti e personaggi pavesiani.

    L’edizione di quest’anno riserverà un omaggio allo sculture Franco Garelli con una personale.

    Un’apposita Commissione, formata da noti artisti e critici d’arte, giudicherà insindacabilmente sull’attribuzione dei premi in palio.

     

    Le opere rimarranno esposte dal 30 settembre al 28 ottobre 2012, giorno della premiazione fissata per le ore 15,00.

     Fondazione Cesare Pavese con sede nella casa natale dello scrittore.

     

    Via Cesare Pavese, 20
    12058 Santo Stefano Belbo (CN)
    info: 0141/840990 - 844942

    ____________________

     

    LA LUNA E I FALO’
     
     32cm x  10cm - 2012
    Scultura di Stefano Rollero
    Questo lavoro è stato  realizzato con oggetti da recupero, scorie di bronzo saldate, legno e fibra di juta.

    Mi sono ispirato al romanzo La luna e i falò.  In senso metaforico descrivo la rappresentazione del rapporto tra  il  messaggio etico e la forza d’animo..    La memoria e ricordi, tracce del passato ormai  fossilizzate in un ramo d’albero quale valore tautologico (discorso che per altro si traspone all’essere umano:

    “quello che sei e quello che eri”

     La luna come simbolo delle stagioni e della solitudine, la perdita delle illusioni,  il coraggio e la forza di abbandonare la terra di origine con decisione slanciata e fuggente, come un’ala che si apre al vento..
     

  • 27 Feb 2012
  • who was Hypatia?

     

     

    COMUNE DI CASELLE T.SE

    ASSESSORATO ALLA CULTURA
    organizza
    (nei nuovi locali di via Basilio Bona)

    INCONTRO D'ARTE E CONVEGNO SU IPAZIA D'ALESSANDRIA
    (sapiente filosofa, astronoma, matematica e poetessa del IV secolo d.C.)
    Una considerazione della filosofa vista come martire della libertà di pensiero e come fulgido esempio dell’emancipazione femminile, in altre parole è stata la prima donna emancipata nella storia dell'umanità.


    Mostra d'arte in esposizione dal 2 al 18 marzo 2012  con orario visite dalle ore 16,00 alle 19,30.
    Ingresso libero

    INAUGURAZIONE MOSTRA : venerdì 2 marzo alle ore 17,30 con introduzione dell'Assessore Luca Baracco e relazione critica di Valeria Massa e Antonio Zappia.
    La mostra proseguirà fino a domenica 18 dello stesso mese.

    Espongono: Paolo Abatecola, Quinto Airola, Ben Alfa, Giulio Benedetti, Alberto Bongini, Ivan Cambiolo, Antonio Cannata, Stefania Carollo, Carla Bresciano, Albino Cavaliere, Antonio Favara, Piero Feroglia, Ornella Frola, Rosa Gattuso, Mimmo La Grotteria, Bruna Giovannini, Roberto Giulietti, Antonella Guarneri, Attilio Lauricella, Francesco La Porta, Lorenzo Lo Verni, Francesca Mancuso, Bruno Mantovani, Serafina Marranghino, Lucia Micozzi, Salvatore Martinico, Mirandolina, Mario Mondino, Domenico Musci, Silvio Musto, Franca Valeria Oliveri, Esterina Pereno, Marcello Pisano, Sara Grazio, Salvatore Piazza, Alessandro Paliddo, Michele Privileggi, Maurizio Rivetti, Mario Rizzato, Giovanni Rodaro, Stefano Rollero, Rosato Gerardo, Giusy Romano, Ada Sgrò Falconbello, Claudio Zanni, Rosalia Zutta, Barbara Penna e Ernesto Cosenza per la fotografia.


    VENERDI' 16 MARZO, ORE 20,45 CONVEGNO SU IPAZIA E IL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI
    Interverranno: Don Ermis Segatti - Direttore dell'Ufficio Cultura dell'Arcidiocesi di Torino
    Il Pastore Giuseppe Platone della chiesa valdese di Milano
    La Dott.ssa Gemma Beretta, autrice di un importante libro sulla filosofa
    La Dott.ssa Anna Iaccheo - appassionata studiosa di Ipazia
    La Dott.sa Valeria Massa - attenta studiosa delle tematiche femminili
    L'assessore Baracco accoglierà gli illustri ospiti
    Coordina il convegno Antonio Zappia

    CHI ERA "IPAZIA".
    "Ad Alessandria d'Egitto, c'era una donna chiamata Ipazia, figlia del filosofo Teone, madre natura la dotò, oltre della sua straordinaria intelligenza, di una incomparabile e incantevole  bellezza, ottenne tantissimi successi nella letteratura e nella scienza da superare di gran lunga tutti i filosofi del suo tempo. Provenendo dalla scuola di Platone e di Plotino, lei spiegò i principi della filosofia ai suoi uditori, molti dei quali venivano da lontano per ascoltare le sue lezioni.
    Facendo conto sulla padronanza di sé e sulla facilità di modi che aveva acquisito in conseguenza dello sviluppo della sua mente, non raramente apparve in pubblico o davanti ai magistrati.
    Né lei si sentì confusa nell'andare ad una riunione di uomini. Tutti gli uomini, tenendo conto della sua dignità straordinaria e della sua virtù, l'ammiravano di più.
    Fu vittima della gelosia politica che a quel tempo prevaleva. Dopo la morte del vescovo Teofilo, la cattedra vescovile fu occupata, nel 412, da suo nipote Cirillo, di idee fondamentaliste, specie contro i novaziani e i giudei, e che venne subito in urto col prefetto di quel tempo, il romano Oreste.
    Cirillo, che mal sopportava la predicazione pagana di Ipazia, divenuta ad Alessandria la rappresentante più qualificata della filosofia ellenica, si convinse che l'ostacolo maggiore alla risoluzione della controversia fosse proprio lei.
    Pur non dando un espresso ordine, egli istigò il gruppo fanatico di monaci parabolani ed eremiti della Tebaide guidati da Pietro il Lettore a togliere di mezzo Ipazia.
    E così, dopo averla trascinata fino alla chiesa che prendeva il nome da Cesario, quasi volessero compiere una sorta di sacrificio umano, prima Pietro con una mazza ferrata, poi gli altri monaci con pugnali fatti di conchiglie, massacrarono il corpo di Ipazia e lo bruciarono. Era l'anno 415, il IV dell'episcopato di Cirillo.
    Gli assassini rimasero impuniti. Oreste il prefetto chiese un'inchiesta; Costantinopoli non poté non concederla, e mandò ad Alessandria un tale Edesio, il quale non fece nulla, poiché si lasciò corrompere da Cirillo.
    Oreste ottenne soltanto dei provvedimenti per arginare l'ingerenza politica dei vescovi nei poteri civili. Cirillo in seguito verrà addirittura santificato come esempio di sicura ortodossia.
    Fu Damascio, filosofo neoplatonico (480/prima metà del sec.VI a.C.), quinto successore di Proclo nello scolarcato dell'Accademia, che per primo, nella Vita di Isidoro, incolpò Cirillo del delitto, arrivando addirittura a dire che prima di ucciderla le strapparono gli occhi dalle orbite.
    Nella Storia ecclesiastica dell'ariano Filostorgio, nato circa il 368 d.C. e dunque contemporaneo dei fatti narrati, si arriva a sostenere che l'assassinio non era opera di una amorfa folla fanatica, ma di quel clero cristiano che, ad Alessandria in modo particolare, voleva spadroneggiare su tutti.

    Ipazia viene ricordata, ancora oggi, come la prima matematica della storia, anzi, fu la sola matematica per più di un millennio: per trovarne altre, da Maria Agnesi a Sophie Germain, bisognerà attendere il Settecento. Ipazia fu anche l'inventrice dell'astrolabio, del planisfero e dell'idroscopio.

    Info: Ufficio Cultura di Caselle: 011.9964182 /Stefano Rollero 3384155261


    In English, who was Hypatia?

    Hypatia was the daughter of Theon of Alexandria who was a teacher of mathematics with the Museum of Alexandria in Egypt. A center of Greek intellectual and cultural life, the Museum included many independent schools and the great library of Alexandria.

    Hypatia studied with her father, and with many others including Plutarch the Younger. She herself taught at the Neoplatonist school of philosophy. She became the salaried director of this school in 400. She probably wrote on mathematics, astronomy and philosophy, including about the motions of the planets, about number theory and about conic sections.

    Hypatia corresponded with and hosted scholars from others cities. Synesius, Bishop of Ptolemais, was one of her correspondents and he visited her frequently. Hypatia was a popular lecturer, drawing students from many parts of the empire.

    From the little historical information about Hypatia that survives, it appears that she invented the plane astrolabe, the graduated brass hydrometer and the hydroscope, with Synesius of Greece, who was her student and later colleague.

    Hypatia dressed in the clothing of a scholar or teacher, rather than in women's clothing. She moved about freely, driving her own chariot, contrary to the norm for women's public behavior. She exerted considerable political influence in the city.

    Orestes, the governor of Alexandria, like Hypatia, was a pagan (non-Christian). Orestes was an adversary of the new Christian bishop, Cyril, a future saint. Orestes, according to the contemporary accounts, objected to Cyril expelling the Jews from the city, and was murdered by Christian monks for his opposition.

    Cyril probably objected to Hypatia on a number of counts: She represented heretical teachings, including experimental science and pagan religion. She was an associate of Orestes. And she was a woman who didn't know her place. Cyril's preaching against Hypatia is said to have been what incited a mob led by fanatical Christian monks in 415 to attack Hypatia as she drove her chariot through Alexandria. They dragged her from her chariot and, according to accounts from that time, stripped her, killed her, stripped her flesh from her bones, scattered her body parts through the streets, and burned some remaining parts of her body in the library of Caesareum.

    Hypatia's students fled to Athens, where the study of mathematics flourished after that. The Neoplatonic school she headed continued in Alexandria until the Arabs invaded in 642.

    When the library of Alexandria was burned by the Arab conquerors, used as fuel for baths, the works of Hypatia were destroyed. We know her writings today through the works of others who quoted her -- even if unfavorably -- and a few letters written to her by contemporaries.

  • 9 Feb 2012
  • Venice Biennale Pavilion in Turin Italy

    http://stefano-rollero.blogspot.com/

     

    Vi invito (fino al 29 febbraio 2012 ) alla visita della:
    Biennale di Venezia, padiglione Italia a Torino al Palazzo Esposizioni, Sala Nervi, Corso Massimo D'Azeglio, 15f, Torino.
    La mostra di Torino Esposizioni è l'estensione della 54^ edizione della Biennale di Venezia, anzi del "Padiglione Italia."
    Potrete ammirare le opere di settecento artisti selezionati per il padiglione Italia della sede torinese della Biennale. Un' edizione speciale subalpina, legata anche ai 150 anni.
    Io espongo due opere, di  cui una titolata:


    "Good Bye Alitalia"
    Installazione
    1,75 x 30 2011
    (ferro, tessuto, accessori)


    A distanza di anni dai tempi in cui si lottava con ottimismo per ottenere i diritti fondamentali del lavoro e quelli paritari della donna, si è dovuto fare i conti con la situazione odierna di precarietà, in cui i simboli di potere quali la nostra compagnia di bandiera sono stati messi al bando. Resta il ricordo dolce-amaro di un insieme di colori che completava il nostro senso di appartenenza ad un paese che non sembra più lo stesso.
    E' anche un omaggio al vestito della donna Italiana, la divisa delle Assistenti di volo Alitalia, da oltre 30 anni  più conosciuta nel mondo.



    Titolo 2  opera: "Oppressione" composizione tecnica mista. 60x90 - 2011
    E' tempo di imparare a fare cose nuove con  la ragione, l'intelligenza e la verità.
    E' tempo per non restare indifferenti ma  agire in favore della pace, giustizia sociale e libertà.

    In pratica, una denununcia che si propone una riflessione sulla la mancanza di libertà di cui soffrono numerosi Popoli e minoranze, poi altre forme di oppressione:  ci sono in Italia,  nuovi poveri, dagli operai in cassa integrazione e licenziati al ceto medio oberato dai debiti.
    Il nostro è un Paese in cui i fondamenti della convivenza civile e forse della stessa democrazia sono erosi da tante  disuguaglianze.


    Curatore: Vittorio Sgarbi,
    Coordinatore Generale: Giorgio Grasso,
    Giorgia Cassini.
    Organizzazione: Kleements & McOellin
    Organizzazione artistica: Slide Events
    Ufficio Stampa, catalogo: B52 Communication s.a.s di Sara Ratti e C.“

    Dal 17 dicembre 2011, al 29 febbraio 2012 .
    Ingresso libero
    Orari:
    Dal martedì alla domenica dalle 14:00 alle 20:00