Il destino e il suo confine

Il destino e il suo confine
Tecnica mista,70×70. 2007

Descrizione:
"L'immaginazione è un albero. Lo sono le virtù integratrici di un albero. Lo sono le radici e i suoi rami. Un albero vive tra terra e cielo. Vive nella terra e nel vento".

L'albero da noi immaginato diviene impercettibilmente cosmologico, epitome e creatore di un universo. Spesso gli attribuiamo un aggettivo come "cosmico", e lo rendiamo simbolo dell'illuminazione intellettuale e spirituale. Platone stesso lo descrive come "Asse luminoso di diamante".

Paul Klee, ad esempio, si serve di alcune leggende sugli alberi per esprimere il concetto del processo che opera nell'artista: "l'artista si limita, al suo posto nel tronco dell'albero, a raccogliere ciò che emerge dal profondo e a trasmetterlo oltre"; in altre parole, Klee vide nella creatività umana semplicemente la prosecuzione del processo cosmico.

Nel dipinto c'è la raffigurazione sequenziale di una metamorfosi nella quale, contemporaneamente, sono dipinti segmenti simbolici legati al passato, al presente e al futuro……..

E' l'incontro tra due vite, nello scorrere del tempo, quella dell'albero e quella dell'uomo; l'albero che generosamente si spoglia e si dona, l'uomo che riceve. Le sue foglie quando cadono sono le immagini dell'uomo che passano ma che restano lo stesso come ricordo indelebile della sua esistenza. Sono ricordi che ognuno di noi tiene nascosti, lontano dal tempo insieme agli sguardi veloci…
Quindi quale saggezza trarne?

Amare gli alberi, e certamente quando l'albero non ci sarà più, l'uomo dovrà trovarsi pronto a sua volta ad amare con uguale dedizione, questa è l'essenza profonda del bene e del male, della vita e della morte, della conoscenza, dell'umano e del divino.

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stefano rollero

About stefano rollero

 

 

Rollero Stefano (Caselle Torinese, 16 marzo )  è un pittore italiano autodidatta.
Sempre ancorato al suo umile operato, orgoglioso di essere nato come artista autodidatta,come esempi decisamente incoraggianti di grandi maestri del '900.

Si è avvicinato alI'arte alla fine degli anni Settanta. Negli anni '90 partecipa attivamente con il gruppo del Maestro Pippo Ciarlo di Torino a progetti tematici.
Elemento costante è  la sua spiccata propensione alle scelte sperimentali sia da un punto di vista formale che contenutistico e alla messa in discussione di valori dati.
 Il  mezzo  espressivo  di Rollero è strumento d'indagine dell'interrelazione tra arte e mondo circostante, e che senza costrizioni di categorie spaziano da influenze sociali, culturali fino a quelle più intimiste.
 Dalla sua arte del collage evocativo, approda con opere totalmente dipinte, dal forte riporto materico ed esistenziale, da cui emerge un ampio linguaggio, e con il quale si concretizza la sua notevole creatività. Si spazia liberamente attraverso la sintesi dell'elemento naturale e di quello mentale.

Si tratta di un'arte per la filosofia, la storia, le evocazioni che le opere di Rollero sanno trasmettere, richiamare, anticipare e catturare al numeroso pubblico di appassionati ed estimatori dell'Arte Contemporanea. Co-fondatore del "Gruppo Pittori dello Scalo" di Caselle Torinese, sono innumerevoli le sue partecipazioni a mostre collettive, eventi, convegni.

(Antonio Zappia)

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